Questo sito nasce con l'obiettivo di rendere manifesta la dignità scientifica della Medicina Omeopatica. In merito a questo specifico problema, fino ad oggi, sono stati assunti due atteggiamenti antitetici: chi afferma che essa sia una grossolana eresia e chi, al contrario, che essa sia un sistema terapeutico degno della più grande stima ed attenzione. La cosa strana è che i sostenitori delle due differenti posizioni utilizzano ragionamenti e parametri di valutazione identici o molto simili.
Ciò che propongo, pur mirando agli obiettivi del secondo gruppo, è una valutazione della Medicina Omeopatica con strumenti logici e scientifici differenti.

Un aspetto sembra comunemente condiviso: la Medicina Omeopatica è differente dalla Medicina Ufficiale. Ora, tale diversità pone la prima nei confronti della seconda nella stessa posizione problematica delle scienze passate nei confronti delle conoscenze scientifiche contemporanee, fatto che ripropone identici problemi riguardo le reciproche commensurabilità in un contesto di studio con finalità valutative. In altri termini, non è sostenibile nessuno studio critico e nessuna conclusione riguardo una disciplina -qui ci occupiamo della Medicina Omeopatica- se le conoscenze utilizzate per la sua analisi non sono anche conoscenze commensurabili a quelle ottenute ed ottenibili dalla disciplina oggetto di studio.

Tutto ciò è realizzabile con metodologie di studio simile a quelle che la moderna Storia della Scienza ha messo in atto, solo negli ultimi decenni, per lo studio delle scienze del passato, metodologie che si caratterizzano, in modo particolare, per l'individuazione -per la disciplina che si vuole studiare- della soggiacente "matrice disciplinare" o "paradigma". Solo individuando il paradigma della Medicina Omeopatica potremo utilizzare procedure scientifiche di valutazione e validazione ad essa compatibili. Sarebbe oggi un errore grossolano, dopo gli importanti contributi di T. Kuhn e A. Koyré, cercare ancora di valutare la validità della Medicina Omeopatica utilizzando lo stesso paradigma della Medicina Ufficiale. Sarebbe come valutare la scientificità delle teorie di Galileo rispetto alle attuali conoscenze scientifiche:
‹‹Gradualmente, e spesso senza rendersene conto, gli storici della scienza hanno cominciato a porsi un nuovo genere di domande e a tracciare per le scienze linee di sviluppo differenti e spesso tutt'altro che cumulative. Piuttosto che andare a cercare, nella scienza di un'epoca passata, i contributi permanenti che quella ha apportato al nostro benessere attuale, essi si sforzano di presentare l'integralità storica di quella scienza considerata nel suo tempo. Essi, ad esempio, si pongono domande non circa il rapporto delle concezioni di Galileo con quelle della scienza moderna, ma piuttosto circa il rapporto tra le sue concezioni e quelle del suo gruppo, cioè dei suoi maestri, dei suoi contemporanei, e dei suoi successori immediati nel campo delle scienze. … Ciò che differenziava le varie scuole non era questo o quel difetto di metodo -tutte erano "scientifiche"- ma ciò che chiameremo le loro incommensurabili maniere di guardare al mondo e di praticare la scienza in esso.›› (T. S. Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, pagg. 21 22, Einaudi ed. Torino, 1995.)

Bisogna subito dire che le questioni scientifiche della Medicina Omeopatica affrontate secondo la metodologia dell'individuazione del relativo paradigma rappresentano una situazione molto particolare poichè l'Omeopatia, pur essendo una disciplina del passato, è attualmente praticata da migliaia di medici in varie parti del mondo, ha proprie scuole di formazione e vanta un'utenza di diversi milioni di pazienti. Non solo: dall'epoca in cui fu delineata dottrinalmente fino ad oggi, essa si è ulteriormente evoluta e ha visto incrementate notevolmente le proprie conoscenze mediche. Una scienza del passato, quindi, ma tuttora viva e preferita da milioni di medici e pazienti rispetto alla Medicina Ufficiale.
Considerando ciò si potrebbe avere l'impressione che uno studio della Medicina Omeopatica utilizzando il metodo kuhnniano sia inutile considerando che generalmente si ricorre a tale metodo nel momento in cui, di una disciplina, rimane solo una testimonianza storica e non vi sono più coloro che la esercitano.
Evidenziare, tuttavia, i motivi per i quali si è imposto il metodo kuhnniano nell'ambito della Storia della Scienza, permetterà di comprendere i motivi per i quali esso si presenta una strada privilegiata per una comprensione ed una valutazione oggettiva della Medicina Omeopatica.

Come detto poco sopra i motivi che hanno indotto l'affermarsi del metodo kuhnniano nello studio storico della scienza risiedono nella acquisizione di una nuova esigenza -più o meno consapevole- nelle menti degli addetti ai lavori: delineare, studiare, valutare una scienza di un certo periodo storico non solo nella sua componente strettamente conoscitiva -i dati conoscitivi- ma anche -e soprattutto- in quella peculiare componente che è l'immaginazione scientifica, considerando che ogni scienza è sempre un modo peculiare di guardare il mondo: ‹‹Ogni rivoluzione scientifica ha trasformato la immaginazione scientifica in un modo che dovremmo descrivere in ultima istanza come una trasformazione del mondo entro il quale veniva fatto il lavoro scientifico›› (Op. cit. p.25).

Ecco, quindi, il motivo per il quale prende corpo e diventa punto di riferimento il metodo kuhnniano: l'avere acquisito la consapevolezza che ogni scienza non è solo un insieme di dati conoscitivi, ma anche e principalmente un peculiare atteggiamento immaginativo con il quale guardare ed interrogare il mondo, atteggiamento immaginativo dentro al quale si svolge l'attività scientifica di un certo periodo storico. La novità risiede, quindi, nel volere ricercare nelle scienze del passato tale atteggiamento immaginativo di base.

La stessa cosa viene chiesta per la Medicina Omeopatica: una valutazione critica della medicina omeopatica non deve essere condotta:
1) considerando unicamente gli elementi conoscitivi che essa può vantare
2) ma considerando tali elementi conoscitivi all'interno dello specifico atteggiamento immaginativo che la caratterizza come una disciplina ben precisa.

La necessità, la legittimità e la razionalità del secondo approccio trova la sua giustificazione nelle tre seguenti motivazioni:

Nell'eccellenza della competenza specifica e nella genialità di storici della Scienza quali A. Koyré e T. Kuhn, indiscutibilmente stimati dalla comunità scientifica internazionale.

Se si seguisse l'approccio 1), di fatto, gli elementi conoscitivi della Medicina Omeopatica verrebbero "letti" secondo l' ‹‹atteggiamento immaginativo›› della Medicina dominante determinandosi, da una parte, un'obbligatoria deformazione degli stessi elementi conoscitivi oggetto di valutazione critica e, dall'altra, un'intrinseca validazione delle nuove direttive delineate da T. Kuhn.

Gli omeopati affermano che la Scienza Medica Omeopatica è differente al tal punto dalla Scienza Medica Dominante che una valutazione degli elementi conoscitivi della prima da parte della seconda determinerebbe, di fatto, una loro alterazione e deformazione così profonda da non rendere più riconoscibile la Medicina Omeopatica.

Ecco i motivi per i quali si richiede uno studio critico della Medicina Omeopatica secondo il metodo kuhnniano.

Lo scopo di questo sito

AutoriAutori.html
SezioniSezioni.html